I "Ses d'la lesna"

DISLIVELLO: m 150.
TEMPO DI PERCORRENZA: ore 3,30.
DIFFICOLTÀ: E.

Questa che segue è una proposta escursionistica che al piacere della camminata alla scoperta della vicina Colma di Craveggia unisce la possibilità di entrare in contatto con il passato più remoto dell’alpeggio, attraverso non solo i suoi aspetti naturalistici legati all’economia montana, ma anche a quelli più prettamente culturali e archeologici. Il sentiero autoguidato “I percorsi dell’uomo” dalla Piana conduce infatti agli alpeggi della Colma di Craveggia, ricchi di testimonianze archeologiche, costituite dai numerosi “Ses d’la lesna” (i sassi del fulmine). Si tratta di massi che vedono la presenza di numerose coppelle. Queste sono buchi rotondi, a volte collegati da canaletti e sono con molta probabilità ciò che rimane di una testimonianza religiosa pre-cristiana. Si presuppone che siano state scavate dal fulmine ma altre supposizioni vorrebbero invece le stesse essere state realizzate dall’uomo per un voto fatto proprio in occasione della caduta di fulmini.
La coppella è conosciuta come l’incisione rupestre più diffusa in tutte le Alpi e si contraddistingue per il suo sviluppo emisferico e dimensioni e profondità che vanno da un minimo di uno a più di dieci centimetri. Solitamente la si ritrova levigata all’interno. Questo elemento di arte rupestre si ricavava battendo ripetutamente la roccia con un ciottolo di quarzo, oppure tramite rotazione, e quindi frizione, di un pezzo ovale di quarzite sulla pietra più tenera.
I primi ritrovamenti di rocce preistoriche con coppelle alla Colma di Craveggia sono stati segnalati nel 1971 e in particolare l’attenzione s’è focalizzata dapprima sulla roccia che si trova nelle immediate vicinanze dell’oratorio di San Rocco e sulla quale era infissa in origine una croce precristiana.
Approfonditi studi sui sassi coppellati della zona sono stati compiuti dallo storico don Tullio Bertamini i cui studi sono apparsi su numerosi numeri del periodico di storia e cultura locale della Val d’Ossola “Oscellana”.

L’escursione proposta alla scoperta dei Ses d’la lesna parte dalla Piana da dove si prende il sentiero per la Bocchetta di Muino che però si lascia subito dopo la locanda Ratagin quando una traccia marcata si stacca sulla destra e s’inoltra nei prati. Il sentiero diventa presto una comoda mulattiera non appena si entra nel bosco e in circa mezzora sbuca nelle ampie praterie della Colma di Craveggia, una balconata protesa sulla Valle Vigezzo.
In pochi minuti (verso sinistra) si cammina prima in piano e poi in leggera discesa fino ad arrivare all’Oratorio di San Rocco per osservare il vicino masso coppellato situato in posizione dominante e costellato da numerose incisioni e in cui in passato era infissa una croce precristiana.
Un interessante studio, culminato in una ricerca pubblicata poi sul sito della scuola (http://ic-andreatestore.scuole.piemonte.it/archeo/index.htm) è stato effettuato dagli alunni dell’Istituto Comprensivo Andrea Testore di Santa Maria Maggiore.
Il sasso in questione, in base allo studio effettuato, presenterebbe in tutto 54 coppelle di forma diversa (ovali o rotondeggianti) e di diametro e profondità differenti. Da notare come alcune di esse siano collegate fra loro tramite canaletti scavati mediante uno strumento litico usato a percussione e successiva tornitura manuale.

Colma di Craveggia

Colma di Craveggia - Foto di Ezio Ferraris

Dall’oratorio di San Rocco si percorre a ritroso il sentiero appena calcato fino ad arrivare poco sotto la cimetta su cui è presente una croce in legno per osservare, poco distante, un piccolo masso di pietra serpentina che presenta, oltre alle tradizionali coppelle, uno svaso più grande di forma quadrata sul lato sud e una piccola coppella centrale a forma di croce visibile sulla sommità del sasso. Altre incisioni a coppella sono visibili sulla roccia vicino al bivio per la Piana e la Bocchetta del Rosario. A questo punto si prosegue verso destra (nord-est) seguendo l’ampia mulattiera delimitata in tutta la sua lunghezza da un muretto a secco che separa le proprietà private da quelle comunali per trovare un’altra roccia coppellata. Si lascia ora la mulattiera per prendere il sentiero in piano che, delimitato sempre dal muretto, porta all’alpe Pidella (m 1742) per osservare, sul  sentiero, tra l’ultima casa e il bacino di presa dell’acqua, due piccoli massi piatti con tre coppelle.

Dalla Pidella e si prosegue sempre continuando a dar forma ad un giro a mezzaluna (gli altari in pietra venivano infatti disposti a formare un semicerchio a protezione di uomini e armenti) per l’alpe Calanca (m 1681) dove a monte del sentiero si scorge un sasso chiaro con incisa una coppella. Ci si porta quindi all’alpe La Colla Superiore  (m 1723) per osservare tre massi incisi, uno dei quali, il “Sass del Ciudent”, si contraddistingue per la presenza di oltre un centinaio di coppelle.

Si scende a questo punto fino a La Colla Inferiore (m 1592) dove in mezzo alle baite si nota una grande roccia altare ricoperta di incisioni meandriformi. Altre coppelle sono rintracciabili nei paraggi. Qui all’alpe La Colla inferiore, a corno sud di questo arco immaginario, si conclude la nostra gita dal sapore magico-culturale e a ritroso si ritorna nuovamente alla Colma e quindi alla Piana. Da segnalare, infine, anche la presenza di un masso coppellato nella zona a monte della Piana di Vigezzo, in particolare tra la Calanchella e il Trubbio.