La Valle dei Bagni di Craveggia

DISLIVELLO: m 1.300 circa.
TEMPO DI PERCORRENZA: ore 8 circa.
DIFFICOLTÀ: EE.

Lunga e riservata ad escursionisti esperti ed allenati questa gita si denota per l’interesse storico-culturale e porta alla (ri)scoperta dell’antica fonte di acqua calda dei Bagni di Craveggia. Qui, poco distante l’alpe Fondo Monfracchio, è presente una sorgente di acqua calda (28-30 gradi). Untuosa al tatto e dal gusto saponoso lasciata raffreddare all’aria libera l’acqua iodo-ferro-magnesiaca diventa inodora, limpida e potabile e in passato era già indicata per la cura delle malattie legate al sistema nervoso, del sangue, della pelle e dell’apparato digerente.
L’esistenza di una sorgente termale nell’alta Valle Onsernone è già accennata in una pergamena del 1352 dove si fa appunto riferimento alle “acquae calidae” di Craveggia. La località si chiamava in origine “Acqua Calda” e solo più tardi prese il nome di Bagni di Craveggia, il cui Comune è proprietario di tutta questa vasta regione.
Nel 1812 in questa località italiana, che dista solo mezzora circa a piedi dal paesino svizzero di Spruga, si costruì un albergo, che fu poi distrutto da un incendio nel 1881. Successivamente ricostruita, la struttura ricettiva fu spazzava via nuovamente nel 1951, travolta da un’enorme valanga. Oggigiorno dell’albergo e del centro idroterapico sono visibili, tra le macerie, solo i resti delle vasche e qualche tubazione.

Dalla Piana all’alpe di Ruggia per l’itinerario che trovate di fianco. In pochi minuti si raggiungono i pascoli dell’alpe Tenda (m 1860). Dall’alpeggio, di proprietà di Vocogno (Comune di Craveggia) si scende con sentiero evidente e ripido verso destra fino all’alpe Pianezza di Vocogno (m 1620).

Da qui si scende fino in fondo al prato e, tenendo la destra, si entra nella faggeta e sbucare infine all’alpe Cortaccio di Vocogno (m 1166). Si rientra nuovamente nel bosco e dopo un altro tratto in discesa si arriva ad un ponte in cemento sul torrente Onsernone e quindi a Fondo Monfracchio (m 1072). Qui, una stalla è stata ristrutturata nel 2000-2001 grazie ad un progetto Interreg, ed è stata trasformata in rifugio (per informazioni rivolgersi al Comune di Craveggia, tel. 0324-98033).

A questo punto si scende al rio del Bagni che si costeggia fino a giungere alla zona dei ruderi dell’albergo dei Bagni di Craveggia. Il rientro avviene risalendo nuovamente all’alpe Cortaccio di Vocogno (m 1156). A questo punto si sale in cima al prato (tenendo la sinistra) e si perviene quindi a Peccio di Vocogno (m 1339). Si continua a guadagnare quota fino all’alpe Motta di Vocogno. Si arriva poi all’alpe Canva da dove in pochi minuti si risale alla Bocchetta di Muino e infine si ritorna alla Piana.