Pizzo Ruggia (m 2289)

DISLIVELLO: m 760.
TEMPO DI SALITA: ore 3.
DIFFICOLTÀ: E.

Il Pizzo Ruggia è apprezzato per il panorama che riserva dalla sua vetta. Se visto da ovest si contraddistingue per la forma piramidale. La cima è facilmente accessibile da tutti i versanti, eccezion fatta che per quello che guarda a nord che presenta insidiose piodate. Consigliata è la salita per la cresta sud che si prende direttamente dalla Bocchetta di Ruggia. Ed è questo l’itinerario che qui viene descritto.

Dalla Piana all’alpe di Ruggia con l’itinerario che trovate di fianco. Costituito da una casera e da due cascine ancora in buono stato di conservazione l’alpeggio, di proprietà di Toceno, è attualmente inalpato ed è stato “caricato” in passato per molti anni tramite la boggia, una vera e propria istituzione societaria che consentiva di sfruttare sotto forma comunitaria i pascoli, dividendo poi i prodotti caseari fra i vari proprietari degli animali, in proporzione alla quantità di latte conferito.

Dall’alpeggio si prende il sentiero che sale lungo le praterie della zona fino alla vicina Bocchetta di Ruggia (m 1990). Questo valico, separa le Schegge di Muino dal Pizzo Ruggia ed è tappa obbligata per la traversata della “Muinasca” che porta alla cappella di San Pantaleone. Giunti alla bocchetta si sale verso destra (nord-est) seguendo dapprima un’esile traccia e poi, lungo il filo di cresta, si prosegue lungo il ripido versante prativo che presenta a tratti rocce affioranti dall’erba (prestare attenzione in caso di terreno bagnato ed evitare alcune piccole piodate) e con percorso un po’ faticoso, in circa 40 minuti dal valico, si è in vetta. Il rientro alla Piana avviene per lo stesso itinerario.

Pizzo Ruggia

Pizzo Ruggia - Foto di Umberto Aina